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Interessante e curioso articolo su NuovoeUtile:

 

Bersani scrive. E mi parte l’embolo

È domenica mattina. Apro la mail e ci trovo un messaggio di Bersani. Beh, mi fa piacere che mi scriva, finalmente. Do una scorsa rapida. Poi, siccome ho un po’ di tempo, comincio a leggere riga per riga. E fra le righe.
Così, mi parte l’embolo della revisione. Qui sotto vedete il risultato.

 —

Cara elettrice, Caro elettore,
(dai, Bers, perché mi chiami “elettrice” in questa maniera così distaccata, come se fossi una sconosciuta-portatrice-di-voto qualsiasi, e non una che ha fatto due volte la fila al gelo per votare   –  e, per inciso, votarti  –  alle primarie, e ha zampettato nella neve per rivotare alle primarie regionali? E poi, benedetto uomo: perché mi metti una maiuscola dopo la virgola? E, qui sotto, di nuovo?)
Con le primarie abbiamo bucato il muro del silenzio

(ehi, è il muro del suono quello che si buca. Il muro del silenzio, di solito, si rompe: bucarlo non basta. Ma nelle metafore, si sa, ti capita di inciampare. Tranquillo: ti voglio bene lo stesso.)
che per anni aveva circondato le nostre iniziative.
(… quali anni? Quale muro del silenzio? Quali iniziative? Non capisco: mi stai dicendo che le primarie sono state un’ideona mediatica che ha procurato un sacco di share e non, come credevo, un grande, moderno, entusiasmante, vincente esperimento di democrazia partecipata? E mi stai dicendo che, prima delle primarie, nessuno ti si filava? Tu, il segretario del primo partito del paese? … su, dai, non fare così).

Ma il metodo
(perché un “ma” avversativo? Questa frase non nega o limita la precedente, ammesso che la precedente abbia un senso, e che anche questa ce l’abbia)
dell’apertura e della partecipazione è stato lo stesso che il Partito Democratico ha utilizzato per preparare nel tempo i documenti programmatici
(traduco dal burocratese: “nel tempo” – e se lo dici così sembrano anni, decenni, ere geologiche… – hai preparato un programma che, chissà perché, chiami “documenti programmatici”, e l’hai fatto consultandoti coi cittadini. Se, già che c’eri, mi ricordavi quando e come, ero più contenta. E anche se mi mettevi un link alla sintesi del programma, visto che siamo sul web e si può.)

che oggi ci consentono di proporci con consapevolezza e fondatezza alla guida del Paese.
(sono i documenti programmatici a “consentirti di proporti”? Sembra che tu abbia scritto un programma, vabbe’, partecipato, e che poi gli abbia chiesto il permesso: a lui, il programma. Ma forse intendevi dire “forti di questo programma, oggi ci proponiamo…”. E poi: so già che sei una brava persona, ma da te alla guida del paese mi aspetto molto più che consapevolezza e fondatezza. Vorrei che tu adesso mi confermassi che hai un’idea per lo sviluppo, la migliore, e che sei capace di realizzarla.)

Lo stesso che ci ha consentito di vincere le elezioni amministrative e di prendere la guida delle grandi città, nel Mezzogiorno, come in tutto il Nord.
(qui il soggetto sarebbe sempre “il metodo dell’apertura e della partecipazione”. E dai, sei davvero troppo modesto: prima chiedevi permesso al programma, ora attribuisci il merito delle vittorie elettorali al metodo. E i militanti? Il partito? La credibilità dei candidati? Le pratiche di buon governo? …tu, che sei un bravo leader? Tutti noi che abbiamo votato?)

Lo stesso che ci ha consentito di contribuire in modo determinante alla caduta di Berlusconi.
(Il modo in cui “lo stesso” metodo della partecipazione che hai impiegato alle primarie  ti avrebbe un anno prima “consentito” – sai una cosa? Dovresti cancellare il verbo “consentire” dal tuo vocabolario – di far cadere Berlusconi mi risulta piuttosto oscuro.)

Per il bene del Paese abbiamo sostenuto un governo di transizione. Lo abbiamo fatto lealmente e con trasparenza, anche se non tutto ciò che è stato fatto ci è piaciuto.
(ecco. Se tagliavi tutto il primo paragrafo e cominciavi da qui era meglio. Magari, guadagnando un paio di righe potevi perfino  spiegare che cosa intendi  dire scrivendo “non tutto ciò”.)

Sappiamo bene, perché noi democratici viviamo in mezzo alla realtà comune dei nostri concittadini, quale sia oggi la sofferenza, il disagio, la sfiducia.
(… “quali siano”: sono tre cose, il verbo va al plurale. E che vuol dire “viviamo in mezzo alla realtà comune”? Esiste una “realtà non comune”? E, accidenti, perché non usi verbi forti invece che blandi nomi, una volta tanto? Non un generico “c’è sofferenza”, ma: i cittadini soffrono. Temono il futuro. Sono sfiduciati. E – non dimentichiamolo – infuriati).

Conosciamo la realtà e non la nascondiamo dietro rappresentazioni di comodo. Ma conosciamo anche le energie positive che l’Italia può mobilitare per una riscossa.
(Bers, Bers, sempre a prendere le distanze e a mandare avanti i concetti astratti: l’eco di Bandiera rossami intenerisce, ma ammetterai che non è un gran guadagno passare da “avanti popolo” a “energie positive” che l’Italia può mobilitare per la “riscossa”: di nuovo, dalla concretezza sanguigna del popolo all’astrattezza delle energie.  E no, accidenti, non “l’Italia”! Sei tu che le mobiliti. Forse, magari. Se ti concentri un po’.)

Ora dunque bisogna
(perché usi il verbo nella forma impersonale e non scegli un più forte e coinvolgente e urgente “dobbiamo”? Tutto questo  paragrafo usa la forma impersonale. E dunque non individua il soggetto che agisce. Non va bene.)

andare oltre l’esperienza del governo di transizione, ci vogliono più lavoro, più equità, più giustizia sociale. Senza raccontare favole o promettere miracoli, sappiamo che tutti insieme possiamo costruire tempi migliori.
(questo, ahimé, è un blabla blando, vago e buonista. Roba che potrebbe dire Casini. Non puoi, almeno con me e visto che siamo amici, essere un po’ più esplicito e incisivo? )

Ci vorranno riforme per mettere pulizia nella vita pubblica, per fare crescere l’occupazione, per garantire i servizi rafforzandoli per le persone e le famiglie più deboli ed esposte.
(…un esempiuccio? Tre priorità programmatiche? Un’idea o una proposta che mi rassicuri e mi scaldi il cuore, invece della solita giaculatoria delle parole d’ordine che non riescono a strutturarsi in discorso?)

Per ottenere questi risultati il Paese ha bisogno di un governo stabile. Il cammino per la ricostruzione del Paese sarà lungo. Solo il Pd e il centrosinistra oggi sono in grado di offrire questa prospettiva e di caricarsi di questa responsabilità.
(ehi, dimmi almeno che, se vince il PD, il governo stabile non è una prospettiva ma una plausibile certezza. E magari esplicita quella che noi biechi comunicatori chiamiamo la reason why.)

Per questa ragione c’è bisogno di una mobilitazione straordinaria. Voi
(Bers, perché qui passi a un generico “voi”, visto che a me stai parlando, e che proprio a me chiederai, nel giro di una riga, di dare una mano?)

avete già partecipato alla costruzione di un nuovo modo di fare politica, attraverso il voto alle primarie. Ora potete essere decisivi con il vostro impegno a sostenere il Partito Democratico alle elezioni politiche.
(è il momento di dirmi che qui sotto c’è un questionario, che compilandolo scelgo i modi in cui posso dare una mano, che dovrei compilarlo  e che tu e tutto il PD sareste grati ed entusiasti se io lo facessi adesso.Si chiama call to action.)

Il 24 e 25 febbraio ci sarà la sfida alla quale ci stiamo preparando da tempo. La tua iniziativa personale
(Ma che iniziativa “personale”? Una campagna elettorale è un grande, entusiasmante sforzo collettivo a cui ciascuno contribuisce. E proprio a te devo ricordarlo? Insomma: prima ci voleva un “tu”. Qui invece ci vuole un grande, ecumenico, emozionante “noi”)

sarà il valore aggiunto
(che cosa c’entra questa gelida terminologia economicistica, “valore aggiunto” – sinonimo: plusvalore?)

che potremo portare nei giorni finali
(ah, vabbe’, nei giorni finali. Posso starmene a dormire ancora per un paio di settimane.)

della campagna elettorale.

Pier Luigi Bersani


COMUNITA'

FIGLI DEL SACRO CUORE DI GESU'

EVENTO IMPORTANTE

11.06.2017

http://figlidelsacrocuore.it/

PRIMI VOTI PRONUNCIATI DA GLORIA MEDEI

PER ENTRARE NELLA COMUNITA' DEI CONSACRATI

FIGLI E FIGLIE DEL SACRO CUORE DI GESU'.

Il suo nuovo nome è Gloria, Gioia della Croce

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