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LEGALITA', LOTTA PER IL BENE COMUNE, PER LA GIUSTIZIA... QUESTIONE DI DONNE


Su "La Stampa" del 1.02.11 abbiamo trovato questo articolo  che vi proponiamo nei tratti più salienti.

MESSICO LA LOTTA AI NARCOS è UNA QUESTIONE DI DONNE SINDACI, SCERIFFE E POLIZIOTTE IN PRIMA LINEA DOVE GLI UOMINI NON OSANO ANDARE.

Le “Magnifiche Sette”, eroine della lotta ai cartelli della droga messicani hanno gia' scritto tante pagine di una Resistenza incompiuta, di cui non si vede la fine: alcune tragiche, che raccontano di vite stroncate; altre promettenti ma incerte e fuori dai riflettori, esempi di «ordinaria» militanza a favore del popolo piu' che contro i cattivi; ma una, su tutte, a simboleggiare una sfida a testa alta, totale e pubblica, che commuove e ispira.

E' la vita di Maria Santos Gorrostieta Salazar, 34 anni, madre e vedova, sindaco di Tiquicheo, a pochi chilometri da Citta' del Messico. Quando fu eletta quattro anni fa era una moglie felice, impegnata a migliorare i servizi sociali della sua piccola citta'. Sperava di poter svolgere il suo compito senza essere coinvolta nella guerra tra gli agenti federali e i narcotrafficanti, ma il solo stare dalla parte dell'ordine e della emancipazione sociale e' una minaccia per chi fiorisce sul terrore delle terre di nessuno. E cosi' Maria e' finita nel mirino delle gang ed ha subito un paio di attentati.
Nel primo, del 2009, perse la vita il marito che era con lei: il corpo della donna, che se la cavo' per miracolo, fu martoriato dai proiettili, e le ferite al petto la costringono ancora a portare una borsa esterna attorno al torace per le funzioni digestive.
Un anno dopo Maria scampo' anche al secondo assalto, ma non penso' mai di darla vinta al cartello, che da voci non confermate da alcuna inchiesta sarebbe La Familia Michoacana, famosa per le sue violente esecuzioni. Anzi, ha gia' espresso l'intenzione di correre ancora per la stessa carica nel 2012, e ha lanciato la sua campagna con un poster mozzafiato: lei a spalle e torso nudo, con solo il seno coperto, per far vedere le piaghe, conseguenze della crudelta' dei narcos verso di lei: «Le cicatrici che questi attacchi hanno lasciato su di me, e sulla mia gente, mostrano che noi siamo forti e imbattibili», ha detto il sindaco. «Volevo mostrare a voi il mio corpo ferito e mutilato... perche' io non ne ho vergogna. E' una testimonianza vivente che io sono una donna forte e retta, e a dispetto delle mie ferite fisiche e psicologiche sono ancora ben salda sui miei piedi". Maria ha anche rivendicato la sua femminilita': "Dentro di me io resto una sognatrice, una romantica, e una madre. Ma continuero' a fare cio' per cui sono eletta: ho una inestinguibile determinazione nel proseguire la mia missione". (..)

(..) Hermila Garcia Quinones, 38 anni, era il capo della polizia di Meoqui, nel nord del Messico, quando e' stata uccisa il 29 novembre dell'anno passato.
Silvia Molina, 40 anni, direttore della sicurezza pubblica a Ciudad Juarez, assassinata il 17 giugno 2008.
Erika Gandara, la piu' giovane delle vittime, 28 anni, rapita di cui oggi nulla si sa.
Veronica Rios, 38 anni, e' capo della polizia del distretto di El Vergel, entrata in carica dal 12 novembre del 2010. E' lo stesso giorno in cui ha preso il posto di capo della polizia a Villa Luz un'altra donna, Olga Castillo, 44 anni.
(...)
Marisol Valles Garcia, che a 20 anni e' stata la piu' giovane di sempre a diventare capo della polizia nel settembre scorso, a Praxedis Guadalupe Guerrero, quartiere di Juarez. Ha gia' costruito un centro sportivo, da' scarpe e vestiti ai bisognosi, organizza serate in cui promuove incontri di socializzazione. Per battere i balordi creando comunita'.

La consapevolezza che molte sono ancora le persone che credono in parole che oggi nel 2011 sembrano aver perso ogni significato, ci regalano un nuovo senso di fiducia e di speranza.
Giustizia, legalità, dedizione, sacrificio non sono solo parole spazzate via dal vento alla prima difficoltà, ma risuonano ancor più fortemente nella vita, in questo caso, di queste 7 donne che non hanno mai pensato di chinare il capo alla corruzione e alla “bella vita”.
La loro convinzione, la loro dedizione nello svolgere il proprio lavoro possono e devono essere per noi di stimolo a mettercela tutta nel combattere nel nostro piccolo, nella nostra vita quotidiana di tutti i giorni, con i nostri piccoli e grandi problemi.
La vicinanza dei propri cari, degli amici veri, di persone fidate possono essere una spinta in più a non arrendersi e riuscire a guardare avanti con speranza e fiducia al nuovo giorno che nasce.

 

 

Maria Santos Gorrostieta Salazar2

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11.06.2017

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