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Una conferenza di alto spessore, ricca di contenuti, ma allo stesso tempo con dei momenti divertenti.


Questo è il primo commento fatto a seguito dell'incontro organizzato da don Giuseppe, decano della Val di Fassa, all'oratorio di Pozza di Fassa tra il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai e il gesuita Padre Bartolomeo Sorge.
Padre Sorge ha aperto la conferenza parlando degli attuali politici, del problema della mancanza di vocazione sia laicale che religiosa, di chi può e deve fare politica, spiegando la necessità dell’uomo politico in particolare e professionalmente valido, di riconoscere e rispondere ad una chiamata interiore.
"Le vocazioni si ascoltano, non si scelgono", così è intervenuto sull'argomento il governatore della provincia di Trento Lorenzo Dellai.
Il presidente ha raccontato in breve il suo percorso, come ha mosso i primi passi ascoltando i suoi maestri, come ha deciso di salire (e non di scendere come si dice abitualmente oggigiorno) in politica ed ha spiegato come i partiti all'inizio degli anni Novanta erano dei grandi apparati di condivisione, di partecipazione non solo di opposizione.

Nel corso degli anni i cattolici ben preparati hanno costruito l'architrave della nostra democrazia (Degasperi, ad esempio, passava giornate intere in Vaticano a scrivere), agivano laicamente, però su principi cristiani.
“Nella fase attuale invece” ha detto sempre il presidente, “vi è una sostanziale insignificanza dei cattolici in politica, nonostante ci sia una forte necessità di contaminare le istituzioni dei valori di fondo del cattolicesimo”.
“Per poter ricucire la trama bisogna riaprire un novo cilco che si stacchi completamente da ciò che vige oggigiorno. Non deve esserci un ritorno al passato, ma è necessario recuperare una visione, dei valori di fondo, un metodo per evitare di ricomporre dei schieramenti politici che abbiano la stessa vuotezza degli attuali. I nuovi partiti, le nuove aggregazioni politiche democratiche dovvrebbero esser innanzitutto riformatrici e con forti valori di popolarismo”.
“La caduta del centro destra” prosegue il governatore “causerà dei disordini anche nella sinistra che sta vivendo di suggestioni e non ha anocra elaborato una personale ideologia”.

Padre Sorge ha ripreso il discorso parlando dei cattolici che hanno il dovere di costruire una "nuova" casa, perchè  il ritorno al passato creerebbe solo una falsa nostalgia inutile ed ha sottolineato il fatto che, se anche il mondo sta cambiando siamo sempre una sola famiglia umana e ogni cattolico che è sale, fermento, lievito deve essere cittadino del mondo, quindi amare il mondo.
La sfida più grande è quella di imparare a rimanere uniti rispettandosi nella diversità.
Questa è uno degli obiettivi che ogni cattolico possiede.

E' necessario che ogni politico sia predisposto al dialogo, abbia una coscienza religiosa che lo spinga alla mediazione. Nicolas Sarkozy è un esempio di laicità positiva all'interno della politica odierna.
Non dobbiamo chiuderci in noi stessi, ma aprirci come fratelli verso il mondo mostrando che il Vangelo può illuminare (= risolvere) i problemi della gente.

Padre Sorge conclude l'interessante intervento ribadendo che si devono aprire i propri orizzonti, è necessaria una nuova presenza cattolica efficace come il sale. Il sale come il lievito è minoranza rispetto alla pasta ma deve esserci, altrimenti il pane, il dolce o qualsiasi altra cosa non può nè lievitare nè diventar buono.
“E” aggiunge il presidente Lorenzo Dellai “dobbiamo rimanere uniti, creando momenti di formazione, di incontro in forma pre-partitica in cui si discuta sul piano morale; le aggregazioni politiche vere e proprie si formeranno in un secondo momento”.
“E' necessario che si crei un nuovo umanesimo, che si legga la situazione e si crei una visione, che ci si senta sempre in cammino dando importanza al contenuto (quindi bisogna aver un sentiero)".
La complessità dell’agire in modo savio all’interno del campo politico in particolare è possibile riassumerla con una frase efficace detta dal Presidente Dellai  “Per unire il presente al futuro c'è bisogno che si pensi in grande, agendo in piccolo”. Agire cercando di non guardare al benessere personale, ma al benessere comunitario futuro è una sfida a cui pochi hanno tenuto testa, ma la speranza di riuscire dove altri si sono persi viene tenuta alta dalle parole conclusive di Padre Sorge che ha detto riferendosi in particolare ai Cristiani: "Non importa se siete in pochi, l'importante è rimanare accesi." - "Una sola candela ne accende mille".

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11.06.2017

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